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Temi assegnati ai precedenti concorsi per notai

Concorso 1991

Atto inter vivos

Tizio, con scrittura privata autenticata in data 5 marzo 1990, ha promesso di vendere a Caio la nuda proprietà di uno dei due immobili (appartamento in Roma e appartamento in Latina) di cui è proprietario, per lo stesso prezzo di lire 100 milioni ciascuno ed a scelta di Caio, scelta da comunicarsi entro il 5 maggio 1991.
Tizio, con atto del 2 aprile 1991, trascritto il giorno successivo, ha venduto alla propria moglie Sempronia, in separazione dei beni, l'appartamento in Latina.
Caio, dopo aver impugnato la vendita fatta da Tizio a Sempronia in quanto simulata, invita Tizio innanzi al notaio Romolo Romani di Roma per il trasferimento dell'appartamento in Roma, riservandosi, comunque, la possibilità di acquisire, in alternativa, la proprietà di quello in Latina in caso di esito positivo dell'azione giudiziaria, precisando che la scelta sarà comunicata entro sei mesi dal passaggio in giudicato della sentenza.
Tizio, rappresentato dal procuratore Mevio, munito dei necessari poteri, è d'accordo; ed entrambe le parti sono altresì d'accordo che, come previsto nel contratto preliminare, il rischio passi all'acquirente solo quando l'usufrutto si consoliderà alla nuda proprietà.
Il candidato, assunte le vesti del notaio Romolo Romani di Roma, rediga il relativo atto e tratti degli istituti inerenti alla fattispecie, anche con riferimento all'aspetto della trascrizione.

Atto mortis causa

Tizio, vedovo e con tre figli, Primo, Secondo e Terzo, è gravato da un ingente debito risarcitorio (circa lire 400 milioni) verso Caio per lesioni colpose, in base a sentenza passata in giudicato e, successivamente, oggetto in sede transattiva di una lunga dilazione (30anni) assistito da garanzia ipotecaria.
Egli ha nel suo patrimonio solo un modesto conto in banca (lire 10milioni), avendo fatto circa 15 anni addietro donazione dell'appartamento A in Roma a Primo, dell'appartamento B in Milano a Secondo e della villa in Anzio a Terzo, entità aventi ciascuna il valore di lire 300 milioni.
Vorrebbe lasciare a Caio, abile avvocato, i diritti a lui spettanti(valore circa lire 300 milioni) sull'eredità del padre Filano, che in vita ebbe a fare vendite simulate ai due fratelli di Tizio ed è morto da poco ab intestato, senza lasciare alcunché nel suo patrimonio: ciò che Caio riuscirà a conseguire andrà ad estinguere il debito di Tizio, restando a Caio stesso l'eventuale supero.
Vuole Tizio che la disposizione a favore di Caio sia condizionata alla rinuncia di quest'ultimo all'ipoteca iscritta a suo favore, gravante sui predetti tre immobili donati a Primo, Secondo e Terzo.
Il candidato riceva il testamento pubblico assumendo le vesti del notaio Romolo Romani di Roma.
Prendendo spunto dalla fattispecie enunci brevemente le possibili ipotesi di concorso tra successione testamentaria, legittima e necessaria; tratti della tutela del legittimario a fronte di vendite simulate compiute dal defunto.

Ricorso di volontaria giurisdizione

La società per azioni Alfa ha deliberato in sede straordinaria di:
1. trasferire la sede sociale (art. 3 dello statuto) da Roma a Milano;
2. modificare i quorum costitutivi e deliberativi delle assemblee (art. 12 dello statuto);
3. Aumentare il capitale sociale da lire 2 miliardi a lire 30 miliardi(art. 5 dello statuto), mediante emissione di nuove azioni da offrire in opzione agli azionisti alla pari e, in difetto, da collocare presso i terzi con sovrapprezzo.
Il notaio Romolo Romani di Roma, che ha ricevuto il relativo verbale, deve redigere il ricorso per l'omologazione.
La società fa presente al notaio di avere interesse ad ottenere l'omologazione dei punti nn. 1 e 2 della delibera, senza dover attendere di ottenere l'autorizzazione amministrativa necessaria per l'omologazione del punto n. 3.
Il candidato, con il nome del notaio Romolo Romani di Roma, rediga il ricorso, tenendo conto delle esigenze della società, se realizzabili.
Tratti della sospensione del procedimento di volontaria giurisdizione, delle condizioni per l'omologazione delle delibere assembleari nelle società per azioni, con particolare riguardo al caso in esame; della pratica applicazione, con riferimento ai tre punti in delibera, del disposto dell'art. 2436, comma 2,c.c.