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Concorso 1989

Atto inter vivos

Tizio, dirigente industriale, coniugato con Catulla, Ŕ in procinto di trasferirsi definitivamente all'estero con la famiglia per motivi di lavoro. Intende, quindi, vendere, per il prezzo di lire 250 milioni l'alloggio sito in Roma, via Nomentana, da lui acquistato in regime di comunione legale, regime tuttora perdurante.
Catulla, dalla nuova residenza ove l'ha preceduto con il figlio Mevio, maggiorenne, si Ŕ giÓ espressa in senso favorevole, avendo rilasciato idonea procura a Quintiliano.
Tizio teme, per˛, che i suoi familiari, oggi entusiasti della nuova prospettiva, possano nel tempo, per nostalgia, desiderare il ritorno in Italia; a tale scopo, intenderebbe riservare il diritto di riscattare l'alloggio al figlio Mevio o, in subordine, qualora ci˛ non fosse possibile, alla moglie Catulla e, in ulteriore subordine per l'uguale motivo, a se stesso.
Sempronio intende acquistare a tutte le condizioni desiderate da Tizio, ponendo in essere quanto in suo potere per la conclusione del contratto nei termini richiesti.
Il candidato, assunte le vesti del notaio Romolo Romani, con sede in Roma, via Aurelia n. 619, rediga l'atto che meglio attui la volontÓ di Tizio, e, nella parte teorica, tratti della rilevanza, sul piano della disciplina introdotta con la legge n. 151 del 1975,della distinzione tra comunione legale e comunione ordinaria. Tratti, inoltre, della cedibilitÓ del diritto di riscatto nel quadro della problematica inerente alla cedibilitÓ parziale del contratto e dei diritti potestativi.

Atto mortis causa

Mevia, coniugata con Sempronio, dal quale ha avuto un figlio, Caio, intende, con testamento riconoscere Levio, minore di anni 16 non compiuti, giÓ riconosciuto dal padre Tizio, come suo figlio naturale e disporre delle proprie sostanze nel modo seguente:
1. Al convivente Tizio i fondi Corneliano ed Aquiliano, siti in Pomezia, contrada La Torre, di valore ciascuno pari ad 1/4 del patrimonio ereditario, sempre che per il tempo di dieci anni dall'apertura della successione egli corrisponda al loro figlio naturale Levio, a titolo di contributo al suo mantenimento, 2/3 delle rendite annue dei beni assegnatigli;
2. A Caio e Levio l'altro 1/2 indiviso del patrimonio ereditario, con attribuzione a Levio della casa ove egli ed i genitori Mevia e Tizio abitano, in Pomezia, corso Garibaldi n. 7.
Il candidato, assunto il nome del notaio Romolo Romani, con studio in Roma, via Arenula n. 70, rediga in data odierna il testamento pubblico, adeguandone il contenuto, per quanto possibile, alla volontÓ espressa del testatore, ma nel rispetto delle disposizioni di legge e dei principi dell'ordinamento sul presupposto che il testatore accetti le modifiche suggerite.
Motivi, quindi, le scelte adottate e tratti della condizione e dell'onere nel testamento, con particolare riguardo rispettivamente agli effetti del mancato avveramento e dell'inadempimento, e del riconoscimento del figlio naturale da parte di donna coniugata.

Ricorso di volontaria giurisdizione

La S.p.A. Alfa, con sede in Roma, ha acquistato sulla carta dall'impresa edilizia individuale Filano, corrente in Roma, un intero fabbricato in Milano da destinare ad uffici, per il prezzo di lire 25 miliardi, con la consegna dell'immobile chiavi in mano entro cinque anni dalla stipula; fabbricato da realizzarsi sul suolo di proprietÓ dell'impresa stessa, in conformitÓ di progetto fornito dalla Alfa S.p.A. ed assistito da regolare concessione edilizia.
Nel corso dei lavori, protrattisi oltre i cinque anni anche a causa di ritardi nelle indicazioni che la societÓ Alfa si era riservata di fare entro i termini prestabiliti in ordine alle caratteristiche tecnologiche degli impianti, si sono verificate lievitazioni nei costi della manodopera e dei materiali di circa il15% e l'impresa Filano ha chiesto la revisione del prezzo.
All'uopo, avvalendosi di clausola compromissoria contenuta nel contratto, il 25 novembre 1982 ha citato l'Alfa S.p.A. innanzi al relativo collegio arbitrale. 
L'Alfa S.p.A., costituendosi nel giudizio arbitrale, ha eccepito l'infondatezza della domanda e, in via riconvenzionale, ha chiesto la riduzione del prezzo per mancata messa a norma del fabbricato rispetto alla disciplina di sicurezza, che ora la societÓ AlfadovrÓ fare a proprie cure ed ingenti spese.
Nel corso del giudizio arbitrale, Filano, vedovo e cittadino italiano, residente e domiciliato a Parigi, muore in un incidente stradale avvenuto nel territorio di Napoli, e a lui succede l'unico figlio minore Filano II, di anni 17, il quale, da tempo, si era allontanato dal padre ed al quale Ŕ stato nominato tutore lo zio Caio, residente a Firenze.
Caio, dovendosi perfezionare l'inventario, non ha ancora chiesto l'autorizzazione ad accettare l'ereditÓ. Essendo giÓ avviata dal defunto una trattativa per risolvere bonariamente la controversia, perviene dalla societÓ Alfa S.p.A. una precisa proposta transattiva con tempi brevi per l'accettazione, proposta ritenuta dal tutore Caio ampiamente conveniente, in quanto prevede la sostituzione del fabbricato compravenduto con altro, da completarsi a cura e spese di Filano II, fabbricato adiacente avente le stesse caratteristiche e dimensioni, e suscettibile agevolmente di messa a norma, essendo ancora in costruzione, sempre su suolo di Filano, ma gravemente esposto a deterioramenti, in quanto, allo stato rustico e non custodito, con corresponsione dalla Alfa S.p.A. a Filano II di un supplemento di prezzo pari a lire 3 miliardi.
Il candidato, con il nome di Romolo Romani notaio in Roma, incaricato della stipula della transazione, rediga il relativo ricorso, giustificando la soluzione adottata.
Premessi brevi cenni in ordine al rapporto tra clausola compromissoria, compromesso e transazione, tratti in particolare della transazione novativa avente ad oggetto immobili nel quadro delle transazioni miste.