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Temi assegnati ai precedenti concorsi per notai

Concorso 1987

Atto inter vivos

E' riunita oggi, nella sede sociale in Roma, l'assemblea in seconda convocazione della società Alfa s.p.a. con capitale di lire 900 milioni, rappresentato da 900.000 azioni del valore nominale di lire 1.000 ciascuna, al fine di deliberare sul seguente ordine del giorno:
1. Modificazione dello statuto sociale con introduzione della seguente clausola: Ciascun socio non può essere titolare di più della cinquantesima parte del capitale sociale; qualora tale limite venga in qualunque modo superato, il socio deve alienare le azioni esuberanti nel termine di sei mesi. Ove l'interessato lo richieda, la società deve indicare le persone disposte all'acquisto delle azioni esuberanti ad un prezzo fissato da un agente della Borsa Valori di Roma;
2. Modificazione del valore nominale e del numero delle azioni, rappresentanti il capitale sociale e che vengono fissate in n. 9.000 e del valore di lire 100.000 ciascuna, con conseguente raggruppamento delle azioni già emesse mediante annullamento dei titoli in circolazione ed emissione di un titolo per ogni 100 dei vecchi titoli;
3. Autorizzazione degli amministratori a cedere le azioni proprie del vecchio taglio, in possesso della società, a lire 2.000 ciascuna ai soci che ne facciano richiesta, al fine di consentire la conversione di tutte le loro azioni nei titoli da lire 100.000 ciascuno.
Il candidato, assunte le vesti del notaio Romolo Romani, tenuto conto che lo statuto sociale richiede il preventivo assenso del Consiglio di amministrazione per il trasferimento delle azioni anche tra soci e nel presupposto che l'assemblea intenda adeguarsi ai consigli del notaio stesso, rediga il relativo verbale assembleare.
Il candidato infine tratti degli istituti giuridici relativi al caso di specie, soffermandosi sulle limitazioni alla circolazione delle azioni, al principio di parità di trattamento dei soci, alla disciplina delle azioni proprie ed ai compiti del notaio nella verbalizzazione dell'assemblea straordinaria.

Atto mortis causa

Tizio, privo di eredi legittimari, si presenta dal notaio Romolo Romani, con studio in Roma, via Induno n. 1, intenzionato a compilare un testamento olografo, contenente le seguenti disposizioni:
1. istituzione, sospensivamente condizionata, di Caio quale erede;
2. attribuzione allo stesso Caio di un legato di usufrutto immediato su un cespite ereditario;
3. attribuzione di un legato di usufrutto, sul fondo Tuscolano, del quale è nudo proprietario, a Filano;
4. attribuzione di un legato, della piena proprietà dell'appartamento che possiede in Roma, a Martino, con costituzione, su detto appartamento, di un usufrutto a favore di Antonio per l'epoca in cui Martino avrà cessato di vivere;
5. attribuzione alla domestica Licinia del legato di un immobile, compreso nell'asse ereditario, da scegliersi da Mario amico di esso testatore, tenendo conto delle necessità di vita della domestica.
Tizio chiede consiglio al notaio Romolo Romani per poter redigere il suo testamento senza violare eventuali disposizioni inderogabili di legge e chiede altresì di depositare la scheda testamentaria in atto dello stesso notaio.
Nel presupposto che Tizio, dopo aver ricevuto i consigli, proceda autonomamente alla redazione del testamento olografo e lo consegni, aperto, al notaio, il candidato, assunte le vesti del suddetto notaio, rediga il relativo atto di deposito, allegando la scheda testamentaria, compilata dal testatore e riprodotta nel suo contenuto integrale.
Nella parte teorica tratti degli istituti attinenti al caso in esame.

Ricorso di volontaria giurisdizione

Tizio, residente in Roma e domiciliato in Milano, coniugato con Caia e titolare di un cospicuo patrimonio, intende donare al figlio minore Mevio un appartamento sito in Roma, affittato ad alto reddito all'impresa Omega s.p.a..
Si reca quindi dal notaio Romolo Romani, con studio in Roma, incaricandolo della stipula dell'atto ed al quale espone:
1. che il bene a donarsi è suo personale ed è gravato da un mutuo ipotecario ormai prossimo alla scadenza, le cui rate annuali continueranno ad essere da lui corrisposte;
2. che la donazione andrà imputata esclusivamente sulla quota disponibile ed in modo che Mevio concorra alla pari con gli altri aventi diritto nella futura successione di esso donante;
3. di volere che il suddetto minore corrisponda annualmente, a far tempo dalla data di integrale pagamento del mutuo, la somma di lire 10 milioni, sensibilmente inferiore al canone annuo di locazione, ma da rivalutarsi annualmente in base all'indice ISTAT del costo della vita, somma da corrispondere congiuntamente con diritto di accrescimento adesso donante ed all'altro figlio Martino.
Il candidato, assunte le vesti del notaio Romolo Romani, rediga il ricorso per la necessaria autorizzazione ed esponga i principi sul conflitto di interessi tra genitori e figli minori, sulla donazione modale e sulla rendita vitalizia.