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Temi assegnati ai precedenti concorsi per notai

Concorso 1984

Atto inter vivos

Tizio, imprenditore individuale, a seguito di momentanee difficoltà economiche, non è in grado di restituire le somme ricevute a titolo di mutuo dalla società finanziaria Alfas.p.a. con sede in Milano, amministrata da un Consiglio di amministrazione.
Ha pertanto convenuto con la stessa la cessione di alcune sue attività, ai sensi degli artt. 1977 e seguenti c.c., e precisamente:
1. appartamento in Roma, via Veneto n. 1;
2. villa al rustico in Comune di Anzio;
3. numero 2.000 azioni della società Beta s.p.a..
Fa presente al notaio Romolo Romani, cui si è rivolto:
1. di aver contratto con Caia nel 1973 matrimonio concordatario;
2. di avere stipulato, con la stessa Caia convenzione di separazione dei beni nel 1983;
3. che l'appartamento in Roma è stato da lui acquistato nel 1979per il prezzo dichiarato di lire 500 milioni, prezzo che i coniugi intervenuti all'atto hanno genericamente precisato essere stato ricavato dalla vendita di beni personali di Tizio;
4. che la villa è stata costruita su area pervenuta a Tizio per successione, con inizio dei lavori nel 1982;
5. che le azioni sono state acquistate da Tizio nel 1980.
Il candidato, assunto il nome del suddetto notaio, con studio in Roma, via Arenula n. 619, suggerite alle parti le opportune cautele da adottarsi ai fini della validità dell'atto, e nel presupposto che esse vi consentano e che sia possibile realizzarle, rediga l'atto pubblico richiesto.
Premessi quindi brevi cenni sugli effetti della trascrizione della cessio bonorum, illustri in particolare la problematica relativa all'individuazione dei beni personali esclusi dalla comunione legale, nonché la natura giuridica delle convenzioni matrimoniali tra i coniugi.

Atto mortis causa

Tizio, direttore generale della società Alfa s.p.a.,parzialmente privo dell'udito e, ormai in precarie condizioni di salute, celibe e senza figli, né con persone a suo carico, ed essendo ancora vivente la propria madre Cornelia, economicamente indipendente, intende, nella probabile ipotesi che egli muoia prima della cessazione del suo rapporto di lavoro, attribuire a titolo di eredità l'indennità di fine rapporto di lavoro (che sarà del presumibile importo complessivo di lire 100 milioni) al nipote ex fratre Caio. Intende poi lasciare, del pari a titolo di eredità l'appartamento di sua proprietà in cui egli vive con la madre, situato in via S. Pietro n. 1 in Roma (del valore commerciale di lire 80 milioni) all'altro nipote ex fratre trentenne Sempronio, con diritto a favore della propria madre di abitazione (del valore capitalizzato ad oggi di lire 20milioni) in tale appartamento, a condizione però che il nipote medesimo vada a vivere con la propria madre Cornelia, e fino alla morte di questa non si sposi e non abbia figli. Tizio intende inoltre che ai predetti nipoti sia attribuita in quote uguali la complessiva somma di lire 50 milioni in titoli a lui appartenenti, e infine che la villa di sua proprietà situata in Albano (del valore commerciale di lire200 milioni) sia legata all'associazione riconosciuta Lacuna,all'espresso scopo dell'apertura in essa di una mostra permanente delle opere di artisti locali, disposizione quest'ultima che deve in ogni caso avere effetto a preferenza delle altre.
Non essendovi altri parenti oltre quelli sopra indicati (madre e due nipoti) né altri beni, né debiti, Tizio chiede al notaio Romolo Romani di Roma, domiciliato in via Arenula n. 619 di redigere il testamento nel senso voluto. 
Il candidato, nel presupposto che Tizio accetti il consiglio di apportare le modifiche eventualmente necessarie perché il contenuto dell'atto sia conforme alla legge, rediga nella veste del suddetto notaio il richiesto testamento pubblico, illustrando la problematica relativa alla natura dell'indennità di fine rapporto in caso di morte del prestatore prima della cessazione.

Ricorso di volontaria giurisdizione

La società Alfa s.p.a. con sede in Roma e con capitale di lire 500 milioni interamente versato, intende deliberare in assemblea totalitaria:
l'aumento del capitale sociale da lire 500 milioni a lire 2 miliardi e 500 milioni, con contestuale sottoscrizione e versamento in denaro da parte dei soci Primo, Secondo, Terzo e Quarto, in proporzione delle azioni già possedute in parti uguali dagli stessi;
l'emissione di un prestito obbligazionario convertibile a cinque anni al tasso del 20%, di lire 2 miliardi e 500 milioni con contestuale delibera di aumento del capitale sociale.
Si precisa:
1. che l'attuale capitale è diviso in 5 mila azioni del valore nominale di lire 100 mila ciascuna;
2. che il prestito obbligazionario sarà costituito da 25 mila obbligazioni da lire 100 mila ciascuna;
3. che il diritto di conversione è riservato ai portatori delle obbligazioni nel rapporto di un'azione per due obbligazioni.
Il candidato, assunto il nome del notaio Romolo Romani con studio in Roma, via Arenula n. 619, suggerite ove necessario le modifiche opportune per l'adeguamento delle delibere al disposto di legge e presupposto l'accoglimento dei suoi suggerimenti da parte dell'assemblea, rediga successivamente un ricorso per l'omologazione.
Il candidato, dopo esauriente motivazione delle soluzioni accolte, tratti in particolare dell'aumento di capitale gratuito ed a pagamento e della riduzione del capitale esuberante, deliberati quando non è ancora decorso il termine per la conversione di un precedente prestito obbligazionario convertibile, nonché delle obbligazioni come titoli di gruppo organizzato.