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Concorso 1983

Atto inter vivos

Tizio, proprietario di un terreno edificabile, intende donare a Sempronio, costruttore e fidanzato della propria figliola, in occasione delle prossime nozze, il terreno predetto, per il quale ha già presentato progetto, ottenuto concessione edilizia ed operato un inizio di esecuzione;
espone ancora Tizio che la costruzione deve essere subito proseguita e conclusa entro due anni, pena la decadenza della concessione, non più rinnovabile; inoltre, egli intende riservare come sua proprietà esclusiva l'appartamento di piano attico dell'edificio che Sempronio andrà a costruire.
Nel caso male augurato che le nozze cennate non seguano entro due anni, la pattuizione dovrà restare valida nei rapporti tra Tizio e Sempronio con la sola modifica che, oltre all'appartamento del piano attico, Sempronio dovrà cedere a Tizio in proprietà anche la seconda e la terza elevazione del costruendo edificio, costituenti, assieme all'appartamento del piano attico, il trenta per cento della cubatura sviluppata.
Il candidato, assumendo il nome del notaio adito, rediga l'atto richiesto con le integrazioni e modifiche che avrà ritenuto eventualmente di suggerire e che si suppongono accettate dalle parti. Esponga poi i principi giuridici relativi alla donazione obnuziale, alla permuta di cosa presente con cosa futura ed al rapporto di collegamento causale genetico o funzionale tra i due negozi giuridici.

Atto mortis causa

Tizio, vedovo con tre figli, decide di istituirli eredi dei suoi beni con queste modalità.
Ai primi due, Filano e Martino, in comunione tra loro, il fondo Corneliano del valore di lire ottocento milioni, dotato di caseggiato e pozzo per acque irrigue, con adeguata struttura di pompaggio.
Al terzo figlio, Sempronio, il fondo Tuscolano, del valore di lire quaranta milioni, precisando che tale valore, basso nonostante l'estensione, salirà a lire quattrocento milioni se i primi due figli, come egli intende disporre, concederanno servitù di attingimento di acqua e di acquedotto che dovrà, però, passare anche attraverso il fondo del terzo estraneo Mevio. Precisa all'uopo il testatore che sussistono tutte le condizioni per la servitù coattiva.
Inoltre, poiché il testatore intende conservare l'unità dell'azienda agraria, vuole che in vita nessuno dei figli possa alienare il fondo o quota di fondo senza offrirlo in prelazione agli altri coeredi.
Vuole, infine, che tutti i suoi beni mobili, costituiti da depositi bancari, titoli, ecc., esclusi quelli a corredo dell'azienda, dedotto quanto occorre per soddisfare Mevio in relazione alla servitù, vengano assegnati ai figli in parti uguali, ma con l'obbligo per costoro di impiegarli per l'acquisto di ulteriori fondi ad incremento delle aziende.
Il candidato, assumendo il nome del notaio Romolo Romani, con studio in Roma, via Arenula n. 23, al quale Tizio si è rivolto, provveda alla redazione del testamento pubblico, con le modifiche ed integrazioni del caso per l'aderenza a legge, nel presupposto che siano state accettate.
Esponga, quindi, i principi giuridici relativi agli istituti utilizzati, con particolare riguardo alla quota di riserva, alla costituzione della servitù per testamento, alla prelazione convenzionale ed ai vincoli di disponibilità sui beni relitti.

Ricorso di volontaria giurisdizione

Tizio, figlio minore di Caio e Caia, residenti in Roma, ha ricevuto mortis causa, a titolo particolare, dal nonno paterno Sempronio una avviata azienda commerciale sita in Roma. I genitori del minore si recano dal notaio Romolo Romani di Roma, con studio in via Arenula n. 23, e prospettano l'opportunità di richiedere l'autorizzazione ad accettare il lascito dell'azienda, unitamente ad un prestito grazioso di lire 30 milioni che la nonna materna del minore, Mevia, è disposta a concedere, nonché l'autorizzazione a vendere il piccolo fondo rustico Corneliano, già del minore ad altro titolo.
Tanto al precipuo fine di impiegare sia il prezzo ricavato che l'importo del prestito nell'ampliamento ed ammodernamento dell'azienda, oltreché nella definizione transattiva della lite pendente con due dipendenti licenziati dall'azienda caduta in successione.
Il candidato, assunto il nome del notaio adito per la stipula degli atti di accettazione del legato, di vendita del podere Corneliano e del mutuo grazioso, rediga idoneo ricorso per ottenere la prescritta autorizzazione, al fine di consentire al minore, soggetto alla potestà dei genitori, l'esercizio dell'attività commerciale.
Tratti il candidato, dopo l'individuazione degli espedienti occorsi ed occorrenti per la realizzazione della fattispecie, degli istituti giuridici utilizzati, con particolare riguardo alla prosecuzione dell'impresa da parte del minore.