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Temi assegnati ai precedenti concorsi per notai

Concorso 1981

Atto inter vivos

E' stata irritualmente convocata per oggi, ma risulta totalitaria, l'assemblea straordinaria della S.p.A. ALFA nella sua sede in Roma, via Leopardi n. 85, con il capitale sociale di lire cinquecento milioni, interamente versato, per deliberare sul seguente ordine del giorno:
1. Riduzione a zero del capitale sociale per perdite;
2. Ricostituzione del capitale stesso mediante sottoscrizione da parte dei soci e, eventualmente, anche da parte di terzi;
3. Varie ed eventuali.
Il notaio Romolo Romani, con studio in Roma via G. Induno n. 1, Ŕ chiamato per la redazione del relativo verbale.
Il presidente dell'assemblea, chiarite le cause della perdita dell'intero capitale e la necessitÓ della ricostituzione dello stesso, invita i cinque soci a procedere alla nuova sottoscrizione.
Tre di essi si dichiarano disposti a sottoscrivere complessivamente lire trecento milioni, mentre due preferiscono non sottoscrivere.
Uno dei tre soci disposti alla sottoscrizione, nella sua qualitÓ di amministratore unico della S.r.l. BETA, dichiara che quest'ultima Ŕ pronta a sottoscrivere lire duecento milioni, ma vorrebbe che ad essa fosse per statuto riservata la maggioranza nel Consiglio di amministrazione.
Tutti i soci vorrebbero, poi, riservare la possibilitÓ agli amministratori di aumentare, entro un anno da oggi, il capitale a lire ottocento milioni, mediante emissione di azioni privilegiate nella ripartizione degli utili, in modo che ad ogni azione privilegiata spetti un dividendo doppio rispetto a quello attribuito alle azioni ordinarie.
Il notaio, ove riscontri proposte contrarie a legge, ne chiarisca i motivi e, successivamente, nel presupposto che l'assemblea intenda adeguarsi ai suoi consigli, rediga il verbale.
Il candidato giustifichi le soluzioni adottate e tratti della riduzione e dell'aumento del capitale nelle societÓ per azioni, nonchÚ delle azioni privilegiate.

Atto mortis causa

Tizio, coniugato con Mevia, ha due figli e dichiara di essere titolare di un patrimonio costituito da:
il fondo Tuscolano acquistato nel 1972 del valore attuale di lire 80 milioni;
una piccola azienda per la produzione di mobili, corrente in Genzano di Roma, del valore attuale netto di 40 milioni da lui personalmente condotta fin dal 1962 ed alla quale non collabora nessuno dei familiari;
un credito per lire 40 milioni da lui vantato nei confronti della Pubblica Amministrazione quale indennitÓ per espropriazione di un bene di sua esclusiva proprietÓ.
Tizio vorrebbe: attribuire il fondo Tuscolano alla comunione legale tra il figlio Sempronio e la moglie di quest'ultimo Caia; l'azienda per la produzione dei mobili all'altro figlio Filano; il credito alla moglie.
Il candidato, assunto il nome del notaio Romolo Romani, con studio in Roma, via G. Induno n. 1, rispettando per quanto possibile la volontÓ del testatore e sul presupposto che quest'ultimo non sia contrario ad adeguarsi alle disposizioni di legge, rediga in data odierna testamento pubblico.
Egli motivi le sue scelte e illustri i principi dottrinali relativi agli istituti del legato di azienda, del legato di credito e della attribuzione di un bene ereditario alla comunione legale.

Ricorso di volontaria giurisdizione

Tizio, vedovo, residente e domiciliato in Roma, intende donare al figlio Caio, interdetto giudiziale, ricoverato in una casa di cura di Milano e del quale Tizio Ŕ tutore, il fondo Tuscolano in Roma, con l'obbligo di conservarlo e restituirlo alla sua morte in favore di Sempronio, che dovrÓ avere cura dell'interdetto medesimo.
Il candidato, assunto il nome del notaio Romolo Romani, con studio in Roma, via G. Induno n. 1, incaricato dell'atto, rediga in data odierna il ricorso all'AutoritÓ giudiziaria competente e si soffermi sull'istituto della sostituzione fedecommissaria nella donazione e in particolare sui provvedimenti richiesti per la validitÓ degli atti dispositivi da parte dell'istituito donatario interdetto.