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Concorso 1980

Atto inter vivos

Tizio, successore a titolo universale di Caia, intende cedere a Sempronio, celibe, estraneo alla comunione ereditaria, una casa di abitazione caduta in successione. 
Richiede al notaio di stipulare un atto di compravendita in modo che Filano, l'altro successore a titolo universale di Caio, non abbia validi motivi per addurre la violazione del suo diritto di prelazione. 
Il candidato, assunto il nome di Romolo Romani, notaio in Roma, con studio in via Induno n. 1, forniti a Tizio i chiarimenti del caso, rediga l'atto in modo da venire incontro alle esigenze delle parti.
Tratti della comunione ereditaria e dei principi regolanti il retratto successorio ed in genere il diritto di prelazione in materia successoria. 

Atto mortis causa

Tizio intende disporre per testamento pubblico dei suoi beni, lasciando:

1. Alla moglie Caia una rendita annua rivalutabile in sostituzione di qualsiasi altro diritto successorio, compreso in particolare quello di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare, di proprietà di esso testatore;

2. Alla sorella Sempronia il credito da lui vantato nei confronti di Mevio per fornitura di merce, facendo obbligo a Sempronia di pagare a Filano le spese per il trasporto della merce stessa;

3. Al fratello Cornelio, coniugato con Valeria, la parte agricola del suo immobile Palma Rossa in agro di Capena, disponendone la costituzione in fondo patrimoniale ed alla predetta sorella Sempronia quella parte di detto immobile che sia eventualmente riconosciuta edificabile dagli strumenti urbanistici in vigore al momento dell'apertura della successione;

4. A Marcello, figlio del figlio adottivo Tiberio, premorto, ed al figlio naturale Settimio i suoi restanti beni, senza diritto di accrescimento, escludendo la facoltà di Marcello di soddisfare in beni immobili o in denaro la porzione spettante a Settimio.
Le quote degli eredi istituiti che non vogliano o non possano accettare saranno devolute all'Ente per la protezione del fanciullo.
Il candidato, assunto il nome del notaio Romolo Romani, con studio in Roma via Induno n. 1, riceva oggi il testamento pubblico di Tizio, analfabeta, che sa apporre la sua firma, giustifichi le soluzioni adottate e tratti della natura del diritto di abitazione del coniuge nella successione legittima e in quella necessaria, del diritto di commutazione, nonché del fondo patrimoniale, con particolare riguardo alla natura giuridica, ai soggetti, all'oggetto, all'annotazione e alle trascrizioni necessarie relative al fondo stesso.

Ricorso di volontaria giurisdizione

Tizio, celibe e senza figli, ha disposto con testamento, nominando erede universale il minore Sempronio. Egli, non nutrendo fiducia nei confronti di Primo e di Seconda, genitori di Sempronio, entrambi residenti e domiciliati in Roma, separati con sentenza che ha affidato il figlio alla madre, ha nominato curatore speciale per l'amministrazione dei beni lasciati Filano, anch'egli residente in Roma, disponendo che quest'ultimo compia tutti gli atti necessari per acquistare l'eredità.
I genitori di Sempronio ed il curatore speciale si rivolgono al notaio Romolo Romani di Roma, con studio in via Induno 1, incaricandolo di redigere il ricorso diretto ad ottenere l'autorizzazione ad accettare l'eredità.
Il notaio Romolo Romani rediga il ricorso nell'interesse della parte che, nel caso concreto, rappresenta il minore nella accettazione di eredità.
Il candidato esponga i principi relativi alla curatela speciale di cui all'art. 356 c.c. e all'istituto della potestà dei genitori con riferimento al caso proposto. Tratti, infine, dei poteri del notaio di presentare il ricorso di volontaria giurisdizione e della sua legittimazione a proporre reclamo avverso il provvedimento negativo del Giudice.