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Concorso 1979

Atto inter vivos

Tizio, celibe commerciante, intende vendere all'imprenditore agricolo celibe Sempronio un terreno (agricolo) in Latina, di ettari 30, per cui nessuno vanta diritto di prelazione, per il prezzo di lire 40 milioni.
Il corrispettivo del trasferimento è stato tra le parti regolato: per lire 5 milioni con accollo di un residuo mutuo fondiario garantito sull'immobile stesso; per altrettanta somma con assegno bancario di conto corrente e, per la parte restante, mediante contestuale pagamento di un mutuo a favore di Mevio di imminente scadenza, garantito con ipoteca sul fondo che si vende e concesso cinque anni prima allo stesso venditore.
L'acquirente intende, per quest'ultima parte di prezzo, rimanere cautelato verso eventuali terzi creditori della parte venditrice.
Il candidato, assunto il nome di Romolo Romani notaio in Roma, via Girolamo Induno n. 1, rediga l'atto in modo da venire incontro alle esigenze di Sempronio ed esponga i principi dottrinali sull'accollo e sul pagamento con surrogazione.

Atto mortis causa

Tizio, coniugato con Sempronia, intende disporre con testamento pubblico del suo patrimonio il cui valore complessivo ammonta a lire 240 milioni, lasciando:

1. Al figlio Caio il fondo Tiberino del valore di lire 40 milioni gravato da un debito ipotecario per lire 20 milioni;

2. Al figlio Cornelio la casa sita in Roma, adibita a residenza familiare, il cui valore - comprensivo dell'arredamento - è di lire 58milioni;

3. Alla moglie Sempronia la villetta di Tivoli del valore di lire 32milioni;

4. Al figlio naturale riconosciuto Filano il restante suo patrimonio.
Il testatore desidera che il debito ipotecario gravi sulla quota disponibile.
Nel presupposto che il testatore intenda adeguare le proprie volontà alle disposizioni di legge, il candidato - assunto il nome del notaio Romolo Romani di Roma, con studio in via Girolamo Induno n. 1 - rediga il testamento e tratti dei principi che regolano la successione del coniuge e del figlio naturale, nonché del legato in sostituzione di legittima.

Ricorso di volontaria giurisdizione

Tizio, curatore dell'eredità giacente relitta da Sempronio il cui ultimo domicilio era in Roma, si rivolge al notaio Romolo Romani di Roma e gli espone quanto segue:
1. Sempronio è deceduto in Roma da oltre due anni e non se ne conoscono gli eredi;
2. Nell'eredità è caduto, fra l'altro, un fabbricato posto a Frascati, disabitato e privo di manutenzione;
3. E' indispensabile provvedere subito all'estinzione di passività ereditarie;
4. Caio si è dichiarato disposto ad acquistare il detto fabbricato per un prezzo particolarmente vantaggioso, notevolmente superiore a quello indicato in perizia.
Tizio incarica, quindi, il notaio Romolo Romani, che stipulerà poi il contratto di compravendita, di compiere gli incombenti necessari.
Il candidato rediga il ricorso e parli quindi dell'eredità giacente con particolare riguardo alla configurazione giuridica di tale istituto e alle funzioni ed ai poteri del curatore.