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Concorso 1974

Atto inter vivos

Tizio, imprenditore edile, vende a Caio, che sa firmare ma non sa leggere, un appartamento facente parte di un fabbricato in condominio sito in Roma, costruito da Tizio.
Il prezzo viene pagato parte in contanti, parte mediante accollo di una quota di mutuo fondiario concesso a Tizio con regolare contratto condizionato e definitivo, e per il quale non è ancora stipulato il frazionamento, il residuo mediante rilascio di pagherò cambiari garantiti ipotecariamente.
Le parti prevedono, inoltre, che, ove nel termine di cinque anni Caio decidesse di vendere l'immobile in parola, venga riconosciuto a Tizio un espresso diritto di prelazione da trascriversi.
Il candidato, assunto il nome del notaio Romolo Romani di Roma, rediga il relativo atto.
Il candidato esponga brevemente i principi sull'accollo e sulla funzione della pubblicità immobiliare degli atti tra vivi.

Atto mortis causa

Tizio, vedovo, privo della vista, intende disporre per testamento pubblico dei suoi beni. Si reca nello studio del notaio Romolo Romani di Roma, alla via Induno n. 1 e gli dichiara: di avere tre figli, Caio, Sempronia e Mevia; di avere redatto in epoca remota, prima della nascita di Mevia, un testamento olografo che intende revocare; di voler lasciare al solo figlio maschio l'unico bene di cui è proprietario, costituito da un fondo rustico in agro di Sabaudia della estensione di sei ettari, omogenei per coltura e qualità, del valore di 30 milioni; di voler legare alle figlie Sempronia e Mevia l'usufrutto di due dei suddetti sei ettari, lasciando a Caio la scelta di quelli sui quali dovrà gravare l'usufrutto.
Intende, inoltre, legare in sostituzione di legittima a ciascuna delle due figlie Mevia e Sempronia un appartamento del valore di lire 5milioni, che Caio dovrà acquistare a sue spese da un imprenditore del luogo, secondo la scelta operata dalle legatarie.
Premesso che il testatore si dichiara disposto a modificare le sue disposizioni, nella parte eventualmente contrastante con le disposizioni di legge, il candidato, nelle vesti del suddetto notaio, rediga un valido testamento pubblico.
Separatamente motivando le modifiche eventualmente apportate, il candidato esponga i principi relativi al legato in sostituzione ed in conto di legittima, al legato di cosa di un terzo, alle disposizioni rimesse all'arbitrio altrui, alla revoca e caducità del testamento.

Ricorso di volontaria giurisdizione

Tizio muore a Roma, dove era domiciliato, il 5 maggio 1971, lasciando a sé superstiti il coniuge di secondo letto Cornelia ed i figli di primo letto Caio e Sempronio, minori di età, ai quali è stato nominato il tutore nella persona di Mevio.
Il tutore, nell'interesse dei minori, intenderebbe commutare i diritti del coniuge superstite o in una delle maniere previste dalla legge, ovvero, in caso di insorgenza di contrasti, in via transattiva.
Il candidato, nelle vesti del notaio Romolo Romani di Roma, incaricato della stipula dell'atto, provveda a redigere il ricorso per la necessaria autorizzazione.
Inoltre, il candidato, motivando le soluzioni prospettate, illustri i principi relativi alla posizione successoria del coniuge ed alla transazione.