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Temi assegnati ai precedenti concorsi per notai

Concorso 1972

Atto inter vivos

I coniugi Caio e Sempronia volendo costituirsi una rendita vitalizia complessiva di L. 1.000.000 annue per la durata della vita del più longevo tra essi, sarebbero disposti a cedere a Mevio un immobile in Roma del quale essi coniugi sono comproprietari.
Le parti, pienamente d'accordo sui termini sopra esposti delle operazioni, si rivolgono al notaio Romolo Romani di Roma, perché rediga il relativo contratto in conformità alla volontà delle parti ed alle norme di legge.
Il candidato quindi si intrattenga brevemente sulla natura giuridica dell'accrescimento con particolare riferimento al caso in esame.

Atto mortis causa

Il vedovo analfabeta Tizio, volendo formare il suo testamento, si rivolge al notaio Romolo Romani di Roma, al quale espone che egli intenderebbe nominare suo unico erede il proprio figlio maggiorenne Caio o, ove egli non volesse accettare l'eredità, il proprio nipote Mevio, legando in ogni caso metà del suo patrimonio a Sempronio Filani, che col testamento stesso vorrebbe riconoscere come proprio figlio nato dalla sua unione con Filana, durante il suo matrimonio con Martina, obbligando però il detto Sempronio a conservare tutti i beni così venientigli e a trasmetterli alla sua morte ai di lui figli.
Il candidato, nelle vesti del detto notaio, esponga a Tizio se e quali modifiche vanno apportate alle di lui volontà per renderle conformi a legge e, assumendo che Tizio aderisca a modificarle nel senso suggerito, rediga in conseguenza il richiesto testamento; tratti poi degli istituti giuridici venuti in considerazione e, in particolare, della natura e della efficacia della dichiarazione di riconoscimento della filiazione naturale, contenuta in un testamento, dell'istituzione di erede e della sostituzione sia ordinaria che fedecommissaria.

Ricorso di volontaria giurisdizione

Tizio, titolare di una florida azienda commerciale a carattere familiare, muore senza testamento lasciando a sé superstiti i figli maggiorenni Caio e Sempronio ed il figlio minorenne Filano, nonché la moglie Cornelia.
Quest'ultima ha rinunziato puramente e semplicemente alle ragioni di usufrutto a lei spettanti sull'eredità del marito.
Caio, Sempronio e Cornelia nell'interesse del figlio minore Filano, desiderando continuare la gestione dell'azienda, si rivolgono al notaio Romolo Romani di Roma, incaricato, per la stipula di eventuali atti, di promuovere il provvedimento necessario per la realizzazione di una forma associativa che permetta al minore, con o senza limitazione di sua responsabilità, la continuazione dell'attività economica svolta dal genitore.
Il candidato, in relazione alla soluzione adottata sulla forma associativa, dica quale sia il Giudice competente a dare la necessaria autorizzazione e se siano necessari previ pareri.
Chiarisca inoltre brevemente gli elementi differenziali tra la comunione incidentale ereditaria e la società di fatto.