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Concorso 1969

Atto inter vivos

Caio, proprietario di una villa ad Ostia, per far fronte ad un debito di gioco verso Sempronio, chiede in prestito a Tizio la somma di L. 15.000.000 con l'impegno di restituirla entro tre anni.
Tizio si dichiara disposto a concedere il prestito all'interesse annuo anticipato del 10%, ma, per cautelarsi contro il caso di mancata restituzione della somma alla scadenza, chiede che gli sia attribuita la proprietà della villa.
Il candidato, nella veste del notaio Romolo Romani, rediga il contratto che, in conformità alle norme di legge, ritenga più adatto a raggiungere lo scopo delle parti salvaguardando i rispettivi interessi.
Il candidato esponga, poi, i principi dottrinali in argomento, trattando, in particolare, dei rapporti della vendita a scopo di garanzia e del mutuo con il patto commissorio.

Atto mortis causa

Tizio, affetto da cecità sopravvenutagli a seguito di incidente automobilistico, ha un solo figlio legittimo, Primo, e non convive con la moglie, Sempronia, condannata per relazione adulterina.
Durante il matrimonio egli ha avuto da Mevia Mevi, non coniugata, un figlio di nome Caio Mevi.
Tizio esprime al dottor Enotrio Enotri, coadiutore del dottor Romolo Romani, notaio in Roma, la sua volontà, intesa preliminarmente a revocare il precedente testamento in favore della moglie Sempronia, a riconoscere il figlio minore Caio e a dividere poi il suo patrimonio tra il figlio legittimo ed il figlio adulterino.
Intende, poi, far obbligo agli eredi di corrispondere, entro sei mesi dalla propria morte, a Filano la somma di lire un milione senza interesse, anticipata da quest'ultimo per spese mediche e di clinica a favore di esso testatore.
Il dottor Enotrio Enotri, coadiutore del notaio Romolo Romani di Roma, riceva il testamento pubblico in conformità di legge e nel rispetto, fin dove possibile, della volontà del testatore.
Il candidato esponga brevemente i principi giuridici che regolano la revoca totale o parziale del testamento, il riconoscimento dei figli adulterini a mezzo di testamento, i diritti successori dei medesimi egli istituti del legato di credito e del riconoscimento del debito.

Ricorso di volontaria giurisdizione

Tizio, domiciliato a Roma, nella qualità di esercente la patria potestà sul figlio minore Caio, ha accettato con beneficio di inventario l'eredità al medesimo devoluta per testamento dallo zio Filano, deceduto in Torino, luogo del suo ultimo domicilio.
Esaurito l'inventario e non intendendo provvedere alla laboriosa liquidazione dell'eredità, Tizio ha rilasciato tutti i beni ereditari a favore dei creditori e dei legatari, ottenendo altresì la nomina a curatore.
Essendosi presentata la favorevole occasione di alienare il fondo Tuscolano, compreso nell'eredità, il curatore si rivolge al notaio Romolo Romani di Roma perché rediga il ricorso diretto ad ottenere la prescritta autorizzazione.
Il candidato, premessa una breve esposizione sulla natura e sugli effetti degli atti di volontaria giurisdizione, esponga i principi relativi all'istituto della cessione dei beni ai creditori e alle varie figure di cessione liberatoria e non liberatoria previste dal nostro ordinamento, con particolare riferimento alla cessione dei beni nell'eredità beneficiata.