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Concorso 1967

Atto inter vivos

Tizio ha un credito di L. 10.000.000 verso Caio, garantito da ipoteca per L. 12.000.000 sopra un appartamento in Roma dello stesso Caio.
Tizio Ŕ, a sua volta, debitore verso Sempronio di L. 15.000.000, debito anch'esso garantito da ipoteca sopra un terreno pure in Roma dello stesso Tizio.
Tizio, allo scopo di essere totalmente liberato dalla sua obbligazione verso Sempronio intende dargli il suo credito verso Caio e delegare Mevio, altro suo debitore, ad assumere il residuo debito nei confronti dello stesso Sempronio.
Le parti, pienamente d'accordo sui termini sopra esposti dell'operazione, si rivolgono al notaio Romolo Romani di Roma per il relativo atto.
Il candidato, nella veste di detto notaio, rediga tale atto ed esponga succintamente i principi relativi alla cessione dei crediti ed alla delegazione.

Atto mortis causa

Tizio, vedovo, intende istituire eredi in parti uguali i suoi due figli Caio e Mevia, coniugata con Secondo.
Vuole che nella quota di Mevia sia compreso un appartamento in Roma, costituendoglielo in dote.
Intende lasciare al fratello Martino lire un milione, indicando agli eredi, come modo per soddisfare il legato, il credito di pari importo che ha verso Filano.
Tizio vuole, poi, favorire l'amico Sempronio, ponendo a carico di Caio e Mevia l'obbligo di vendere allo stesso Sempronio, qualora questi ne faccia richiesta entro un certo termine, un appartamento facente parte dell'ereditÓ ad un prezzo determinato, sensibilmente inferiore al suo valore.
Tizio vuole beneficiare tangibilmente l'altro fratello Terzo, suo creditore di lire due milioni, lasciandogli un'eguale somma.
Il candidato, nella veste del notaio Romolo Romani di Roma, raccolta la volontÓ del testatore, che Ŕ completamente sordo, rediga il testamento pubblico.
Esponga succintamente le sue considerazioni sulle disposizioni testamentarie in oggetto e sugli istituti giuridici attinenti al caso proposto.

Ricorso di volontaria giurisdizione

Tizio, figlio del vivente Caio, Ŕ vedovo ed ha due figli, Sempronio e Mevio, minori.
Tizio Ŕ proprietario di un cospicuo patrimonio nel quale Ŕ compreso, tra l'altro, un appartamento in Roma, gravato da ipoteca iscritta a garanzia di un mutuo fondario ed intende donare con dispensa dalla collazione la nuda proprietÓ di tale appartamento al figlio Mevio, rimanendo peraltro a carico di esso donante il pagamento della semestralitÓ di ammortamento di tale mutuo.
Vuole, per˛, Tizio che, venendo egli a mancare, il figlio Sempronio non abbia a sopportare alcun onere in dipendenza della modalitÓ della detta donazione.
Il notaio Romolo Romani di Roma viene richiesto per la prescritta autorizzazione.
Il candidato rediga il ricorso e svolga le sue considerazioni sul caso proposto, sulla estinzione dell'usufrutto e sulla donazione modale.