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Temi assegnati ai precedenti concorsi per notai

Concorso 1965

Atto inter vivos

Tizio è proprietario di una delle quattro quote di fondo rustico già diviso ed intende acquistare le altre tre quote, ma non vuole, in un primo tempo, figurare acquirente e decide, perciò, di acquistare valendosi di un intermediario.
Intermediario e proprietari delle tre quote riescono ad accordarsi.
Il candidato dica quali istituti giuridici potrebbero prestarsi allo scopo ed esponga i principi relativi al contratto per persona da nominare e, sotto il nome del notaio Romolo Romani, rediga il contratto più adatto allo scopo.

Atto mortis causa

Tizio, che non può leggere né scrivere, e che è titolare di un cospicuo patrimonio immobiliare, è vedovo ed ha due figli a nome Caio e Sempronio, il secondo dei quali a sua volta ha tre figli.
Egli, per una lunga permanenza in Germania, parla stentatamente l'italiano, ma lo comprende, si reca dal notaio Romolo Romani di Roma, manifestandogli l'intenzione di far testamento in forma segreta e gli spiega di voler nominare eredi in parti uguali fra di loro i figli Caio e Sempronio, di voler legare la sua villetta ad Ostia per metà a quello dei figli di Sempronio che sarà indicato da Caio e per l'altra metà a chiunque sarà parimenti indicato da Caio, e di voler altresì legare l'intero fondo Tuscolano, di cui è comproprietario per una sola metà, al nipote ex fratre Filano, ponendo quest'ultimo legato a carico dell'erede Caio.
Il candidato, assumendo il nome del notaio Romolo Romani di Roma con studio alla via Induno n. 1, spieghi a Tizio se impedimenti legali si frappongano a che le sue intenzioni trovino pieno accoglimento e, supponendosi che Tizio abbia accondisceso a modificarle, per quanto esse contrastino con le disposizioni di legge, rediga nel suo studio un testamento valido nella forma e nella sostanza.
Il candidato, altresì, esponga i principi dottrinali attinenti agli istituti giuridici relativi al testamento redatto.

Ricorso di volontaria giurisdizione

L'interdetto Caio è proprietario di un'area fabbricabile in Comune di Rieti, al medesimo pervenuta per successione dallo zio Filano.
Tutrice dell'interdetto è stata nominata la madre Sempronia, domiciliata a Napoli.
Questa intende alienare la suddetta area fabbricabile alla Settimia società per azioni, la quale si obbliga a costruire nell'area stessa un edificio di tre piani, di cui dà come corrispettivo la proprietà dell'intero primo piano.
La società Settimia e la tutrice Sempronia si rivolgono al notaio Romolo Romani di Roma, con studio in via Induno n. 1, perché consigli l'atto più idoneo per raggiungere gli scopi voluti dalle parti e, al tempo stesso, per garantire nel modo migliore i diritti di Caio.
Il candidato, nella veste del notaio Romolo Romani, compili il relativo ricorso e, quindi, dopo aver individuato il negozio giuridico che si intende stipulare, esponga i principi dottrinali che disciplinano il negozio stesso.