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MINISTERO DELLA GIUSTIZIA


Concorso a trecentocinquanta posti di notaio


            IL DIRETTORE GENERALE DELLA GIUSTIZIA CIVILE

   Vista la legge 16 febbraio 1913, n. 89, e successive modifiche;

   Visto il regio decreto 10 settembre 1914, n. 1326;

   Vista la legge 6 agosto 1926, n. 1365;

   Visto  il  regio  decreto  14 novembre 1926, n. 1953, e successive

modifiche;

   Visto il regio decreto 22 dicembre 1932, n. 1728;

   Vista la legge 22 gennaio 1934, n. 64;

   Visto  il  regio decreto-legge 14 luglio 1937, n. 1666, convertito

nella legge 30 dicembre 1937, n. 2358;

   Visto  l'art.  13  della  legge  3  giugno 1950 n. 375, così come

modificato dall'art. 11 della legge 5 marzo 1963, n. 367;

   Visto l'art. 11, comma 1, legge 5 ottobre 1962, n. 1539;

   Visto  l'art.  19  del  decreto  del Presidente della Repubblica 5

gennaio 1967, n. 200;

   Vista la legge 25 maggio 1970, n. 358;

   Visto l'art. 1 della legge 18 maggio 1973, n. 239;

   Visto  l'art.  31  del  decreto del Presidente della Repubblica 15

luglio  1988,  n.  574,  in  relazione  all'art.  4  del  decreto del

Presidente  della  Repubblica  26  luglio  1976,  n. 752 e successive

modifiche;

   Visto  l'art.  2,  terzo  comma,  del  decreto  del Presidente del

Consiglio dei Ministri 21 dicembre 1990;

   Visto  l'art.  7,  quinto  comma, della legge 29 dicembre 1990, n.

405;

   Visto  l'art.  5  del  decreto  del  Presidente della Repubblica 9

maggio 1994, n. 487;

   Visto  il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 23

marzo 1995;

   Vista la legge 26 luglio 1995, n. 328;

   Visto  il  decreto  ministeriale  24  febbraio 1997, n. 74 e succ.

mod.;

   Visto il decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000,

n. 445;

   Visti  gli  articoli  4,  14 e 16 del decreto legislativo 30 marzo

2001, n. 165;

   Visto il decreto legislativo 22 maggio 2001, n. 263;

   Visto il decreto ministeriale 11 dicembre 2001 n. 475;

   Visto  il  decreto  ministeriale 12 dicembre 2006 n. 306, allegato

17;

   Visto il decreto legislativo 24 aprile 2006 n. 166.

   Considerato il decreto ministeriale del 28 marzo 2008 con il quale

il  Cons.  Augusta  Iannini,  capo del Dipartimento per gli affari di

giustizia  è stata incaricata di assumere, con decorrenza immediata,

la  reggenza  temporanea  della  Direzione  Generale  della giustizia

civile per l'emanazione del presente bando di concorso.

                              Decreta:

                               Art. 1.

   1. È indetto un concorso, per esame, a 350 posti di notaio.

 

            Disposizioni generali

       

                               Art. 2.

   1.  Per essere ammessi al concorso gli aspiranti debbono essere in

possesso  dei  requisiti stabiliti dall'art. 5 numeri 1), 2), 3), 4),

5) della legge 16 febbraio 1913, n. 89, e successive modificazioni, e

non aver compiuto gli anni cinquanta alla data del presente decreto.

 

       

     

                               Art. 3.

   1.  La  domanda  di  ammissione  al  concorso  (vedi fac-simile in

calce), redatta su carta da bollo (art. 1 della legge 25 maggio 1970,

n. 358) e diretta al Ministero della giustizia - Dipartimento per gli

affari  di  giustizia  -  Direzione generale della giustizia civile -

Ufficio  III,  deve essere presentata al procuratore della Repubblica

presso  il  tribunale  nella  cui  giurisdizione risiede l'aspirante,

entro   le  ore  di  ufficio  e  nel  termine  perentorio  di  giorni

quarantacinque   dalla   pubblicazione  del  presente  decreto  nella

Gazzetta Ufficiale.

   2.  La  domanda  si  considera  prodotta  in  tempo utile anche se

spedita   al   suddetto  procuratore  della  Repubblica  a  mezzo  di

raccomandata  con  avviso  di  ricevimento,  entro  il  termine sopra

stabilito.  A  tal  fine  fa  fede  il  timbro e la data dell'ufficio

postale accettante.

   3. Gli aspiranti devono dichiarare nella domanda:

    1)  le  precise  generalità  (prima  il cognome poi il nome) con

l'esatta indicazione della residenza e del luogo di domicilio, valido

a  tutti  gli effetti per le comunicazioni; le donne coniugate devono

indicare il cognome di nascita, il proprio nome prima del cognome del

coniuge;

    2) la data e il luogo di nascita;

    3)  il  possesso  della cittadinanza italiana o di un altro Stato

membro dell'Unione europea;

    4)  il  comune nella cui lista elettorale sono iscritti, ovvero i

motivi  della  non  iscrizione  o  della  cancellazione  dalla  lista

medesima;

    5) le eventuali condanne penali riportate;

    6)  l'inesistenza  di  sentenze  di fallimento, interdizione o di

inabilitazione pronunciate nei propri confronti;

    7)  il  possesso  del diploma di laurea in giurisprudenza o della

laurea specialistica o magistrale in giurisprudenza date o confermate

da  una  università  italiana  con  l'esatta  menzione  della data e

dell'università  in  cui  venne  conseguito oppure il possesso di un

titolo riconosciuto equipollente ai sensi della legge 11 luglio 2002,

n.148;

    8)  il  compimento  entro  il  termine utile per la presentazione

della  domanda  di  ammissione  al  concorso,  della pratica notarile

prescritta,  con  l'indicazione  del relativo periodo e del consiglio

notarile   nella  cui  circoscrizione  la  pratica  stessa  è  stata

effettuata, nonché del titolo giustificativo della eventuale pratica

notarile  ridotta  ovvero  il  conseguimento  della  idoneità  in un

concorso per esame per la nomina a notaio, precisandone gli estremi;

    9)  l'eventuale  superamento della prova di preselezione relativa

al  concorso  indetto con decreto direttoriale 1° settembre 2004 o al

concorso  indetto  con  decreto  direttoriale 10  luglio 2006 al fine

della diretta ammissione alle prove scritte;

    10)   l'esclusione   di   difetti   che   importino   inidoneità

all'esercizio delle funzioni notarili.

   4. Alla domanda i concorrenti debbono allegare:

    a)  quietanza  comprovante  l'effettuato  versamento  della tassa

erariale  di  euro  49,58  stabilita  dall'art.  2,  terzo comma, del

decreto  del  Presidente del Consiglio dei Ministri 21 dicembre 1990,

per   ammissione   ad  esame  di  abilitazione  professionale,  quale

adeguamento  della  tassa  di  ammissione  agli  esami  di  Stato per

l'abilitazione  all'esercizio  delle  professioni,  di cui all'art. 4

della   legge  8  dicembre  1956,  n.  1378.  Tale  versamento  sarà

effettuato  presso  un concessionario del servizio di riscossione dei

tributi,  un  istituto  di  credito  ovvero  presso le Poste Italiane

S.p.A.,  secondo  quanto  previsto  dall'art. 4 decreto legislativo 9

luglio  1997,  n.  237,  con  le modalità di versamento previste dal

decreto dirigenziale del 9 dicembre 1997 (in G.U., suppl. ord. n. 293

del  17  dicembre  1997  -  serie  generale)  e  dalla  circolare del

Ministero  delle  finanze  -  Dipartimento  delle entrate - Direzione

centrale  per la riscossione, n. 327/E del 24 dicembre 1997 (G.U., n.

3 del 5 gennaio 1998), indicando il codice tributo "729T". Allo scopo

si  precisa  che  per "Codice Ufficio" si intende quello dell'Ufficio

delle  entrate  relativo  al  domicilio  fiscale  del candidato. Sono

esenti  dal  pagamento  di  questa  tassa  coloro che siano risultati

idonei in un concorso, per esame, per la nomina a notaio;

    b)   quietanza  comprovante  l'effettuato  versamento  presso  un

archivio  notarile  della  somma di euro 1,55, stabilita dall'art. 1,

ultimo  comma,  ultima  parte, della legge 25 maggio 1970, n. 358, di

cui  euro 0,52 per tassa di concorso ed euro 1,03 per contributo alle

spese di concorso;

    c) due fotografie uguali a colori, formato tessera, di misura non

superiore  a  centimetri  quattro per quattro, riproducenti l'effigie

recente  del  candidato,  salvo che si tratti di candidati ammessi di

diritto alle prove scritte, ai sensi dell'art. 5, comma 6 e 7;

   5. I candidati residenti all'estero hanno facoltà di presentare o

far  pervenire  la  domanda,  con  le  quietanze  e le fotografie, al

procuratore della Repubblica presso il tribunale di Roma.

   6. La sottoscrizione in calce alla domanda può essere apposta dal

candidato in presenza del dipendente addetto alla ricezione, ai sensi

dell'art. 38, comma 3, del d.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445.

   7.  Nell'ipotesi  di  spedizione  per  posta  o  di sottoscrizione

apposta  non  in  presenza  del dipendente addetto alla ricezione, la

sottoscrizione  in  calce  alla domanda deve essere autenticata da un

notaio   o   dal   segretario   comunale   del   luogo  di  residenza

dell'aspirante.  Per i dipendenti statali è sufficiente il visto del

capo dell'ufficio nel quale prestano servizio.

   8.  Ogni  cambiamento  di  indirizzo  deve  essere  comunicato  al

Ministero  della giustizia - Dipartimento per gli affari di giustizia

-  Direzione  generale  della  giustizia  civile  -  Ufficio III, con

lettera raccomandata.

   9.  La  comunicazione  produce  effetto  dal  momento  in cui essa

perviene al suddetto ufficio.

   10.  Il  candidato  che  presenti  personalmente  la  domanda deve

consegnare  le  fotografie di cui al comma 4, lettera c), all'addetto

alla  ricezione  il quale, sul retro, vi appone il nome e cognome del

candidato, la propria sigla e il timbro tondo dell'ufficio.

   11.  Il  candidato che non presenti personalmente la domanda, deve

allegare  ad  essa  le  due fotografie, di cui una incollata su di un

supporto cartaceo, con l'attestazione del notaio della corrispondenza

con  l'effigie  del  candidato  e l'altra recante, esclusivamente sul

retro,  il  sigillo  e  la  sigla  del  notaio,  nonché, a carattere

stampatello, il nome e cognome del candidato.

   12.  I  candidati  che si trovino all'estero possono assolvere gli

adempimenti  di cui sopra a mezzo delle Autorità consolari, ai sensi

dell'art.  19  del  decreto  del  Presidente  della  Repubblica del 5

gennaio 1967, n. 200.

   13.  L'amministrazione  non  assume  alcuna responsabilità per il

caso   di   dispersione   di  comunicazioni  dipendente  da  inesatte

indicazioni  del recapito da parte dell'aspirante o da mancata oppure

tardiva comunicazione del cambiamento dell'indirizzo risultante dalla

domanda,    per  eventuali  disguidi  postali  o  telegrafici  non

imputabili a colpa dell'amministrazione stessa.

 

       

     

                               Art. 4.

   1.  L'ammissione al concorso, per ciascun candidato, è deliberata

dal  direttore generale della giustizia civile - Dipartimento per gli

affari di giustizia, sotto condizione dell'accertamento dei requisiti

prescritti  e  delle  altre  condizioni,  in  difetto  dei quali può

disporsi,  in  ogni  momento,  con decreto motivato, l'esclusione dal

concorso.

 

       

 

            Prova di preselezione

         

                               Art. 5.

   1. Le prove scritte di cui al successivo art. 10 sono precedute da

una prova di preselezione della durata di quarantacinque minuti salvo

quanto   indicato  al  successivo  art.  6,  eseguita  con  strumenti

informatici  e  con assegnazione ad ogni candidato di un questionario

di  quarantacinque  domande;  i  candidati  scelgono  la risposta che

riterranno giusta tra le quattro soluzioni proposte per ogni domanda.

Al  candidato  che  risponde  in modo esatto a tutte le domande viene

attribuito  il punteggio formale di 45.585. Ad ogni domanda omessa od

errata  è  attribuito  il  seguente  punteggio:  991, per la domanda

difficile;  997,  per  la  domanda di media difficoltà; 1013, per la

domanda  facile.  Il  punteggio  proprio di ogni candidato si ottiene

sottraendo  al  punteggio  45.585  il numero di 991, per ogni domanda

difficile, omessa od errata; quello di 997, per ogni domanda di media

difficoltà,  omessa  od  errata;  infine,  quello  di 1013, per ogni

domanda facile, omessa od errata. Sulla base del punteggio conseguito

si   forma   la  graduatoria  di  merito,  così  come  previsto  dal

regolamento  di  cui al decreto ministeriale 24 febbraio 1997, n. 74,

modificato  dal  decreto  ministeriale 10 novembre 1999, n. 456. Ogni

sessione   della  preselezione  è  preceduta  da  una  dimostrazione

relativa al suo funzionamento.

   2. Le domande vertono sulle materie oggetto del concorso.

   3.  Esse  sono  distribuite  per  materia  ed  hanno,  per ciascun

candidato, complessivamente lo stesso grado di difficoltà. I singoli

questionari  sono  formati  mediante l'impiego della stessa procedura

informatica,  invariata  per  tutte le sessioni in cui si articola la

prova.

   4. L'archivio di tutte le domande, dal quale saranno tratte quelle

poste  ai candidati, verrà pubblicato nel supplemento della Gazzetta

Ufficiale  -  4ª serie speciale - del 4 luglio 2008, in conformità a

quanto previsto nel Regolamento, di cui al comma 1.

   5.  Nella  Gazzetta Ufficiale di cui sopra, si darà comunicazione

della nuova data di pubblicazione, in caso di eventuale rinvio.

   6.  Dalla  prova  di  preselezione sono esonerati coloro che hanno

conseguito l'idoneità in un precedente concorso.

   7.   Il  superamento  della  prova  di  preselezione    diritto

all'espletamento  delle  prove  scritte  del  concorso  al  quale  si

riferisce  la  prova e dei due successivi. Sono esonerati dalla prova

di  preselezione  del  concorso indetto con il presente bando, coloro

che  hanno  superato  la  prova  di preselezione del concorso indetto

con decreto   direttoriale 1°  settembre  2004  e  coloro  che  hanno

superato  la  prova  di preselezione del concorso indetto con decreto

direttoriale 10 luglio 2006.

 

       

     

                               Art. 6.

   1.  I  candidati  affetti da patologie limitatrici dell'autonomia,

che   ne   facciano   documentata  richiesta  nella  domanda,  ovvero

successivamente,  nel caso di patologie insorte dopo la presentazione

o  la  spedizione  della  stessa,  sono  assistiti, nella lettura dei

quesiti   e   nella   digitazione   delle   risposte,   da  personale

dell'amministrazione che non sia in grado di dare loro suggerimenti.

   2.  Per  i predetti candidati portatori di handicap la commissione

può  aumentare  il  tempo  a  disposizione  per lo svolgimento della

prova, in misura comunque non superiore ai trenta minuti.

 

       

     

                               Art. 7.

   1.  Al  termine  di  ogni  sessione,  a  ciascun  candidato  sarà

consegnato un attestato - firmato dal presidente o da un componente o

da  un  segretario  della  commissione d'esame - contenente il numero

progressivo  di  ciascun  quesito  propostogli (da 1 a 45), il numero

identificativo  del  quesito  pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale,

nonchè il testo integrale della risposta selezionata o l'indicazione

della  mancata  risposta,  secondo  quanto  risultante  dalla  stampa

fornita dal sistema informatico di preselezione.

 

        

     

                               Art. 8.

   1.  I candidati non esonerati od ai quali non sia stata comunicata

l'esclusione  dalla preselezione sono tenuti a presentarsi, a pena di

decadenza,  conformemente  al  calendario  di  cui  al  comma  4, per

sostenere la relativa prova, nel luogo, giorno ed ora di inizio della

stessa  secondo  quanto  indicato nella Gazzetta Ufficiale - 4ª serie

speciale - del 26 settembre 2008.

   2.  In  detta  Gazzetta si darà comunicazione della nuova data di

pubblicazione, in caso di eventuale rinvio.

   3.   La  pubblicazione  nella  Gazzetta  Ufficiale  ha  valore  di

notificazione a tutti gli effetti.

   4.  Il  calendario  sarà formato dopo la ricezione delle domande,

secondo  l'ordine alfabetico, previo sorteggio della lettera iniziale

del cognome dei candidati.

   5.  Il  sorteggio  per l'ordine di partecipazione alla prova avrà

luogo nella sede del Ministero della giustizia, in Roma, via Arenula,

70,  a cura dell'Ufficio III della Direzione generale della giustizia

civile  -  Dipartimento per gli affari di giustizia, previo avviso, a

mezzo  telegramma, della data e dell'ora, ad almeno cinque candidati,

i quali avranno facoltà di presenziare.

   6.  I  candidati  che  si  presentano  per  sostenere  la prova di

preselezione sono identificati al momento dell'ingresso nei locali in

cui si svolge ogni sessione.

   7. All'uopo, devono esibire uno dei documenti di cui al successivo

art. 12 e ritirare dal personale la tessera di identificazione.

   8.  Qualora,  per  cause di forza maggiore, non possano aver luogo

una  o  più sessioni nella giornata programmata, il presidente della

commissione  di  esame fissa la data di rinvio dandone comunicazione,

anche  in  forma  orale,  ai  candidati  presenti. Per cause di forza

maggiore  - adeguatamente documentate - la commissione può differire

di  un  termine  comunque  non  superiore  a  dieci  giorni  la  data

originariamente   fissata   per   lo   svolgimento   della  prova  di

preselezione del candidato richiedente.

   9.  La tessera di cui al comma 7, da utilizzare in occasione della

prova  di  preselezione,  deve  essere  conservata,  nell'ipotesi  di

superamento  della prova in questione, per l'identificazione, ai fini

delle  successive  prove  di  concorso, secondo quanto previsto negli

artt. 11 e 12.

   10.  I  candidati  non  possono  avvalersi,  durante  la prova, di

qualsiasi   strumento   o   pubblicazione,   anche  ufficiale.  Prima

dell'inizio di ciascuna sessione il candidato può ritirare dei fogli

bianchi  messi a disposizione della commissione per prendere appunti.

I  fogli  non  devono  essere  restituiti.  Nel caso di violazione di

qualsiasi   norma   stabilita  per  lo  svolgimento  della  prova  di

preselezione, la commissione di esame delibera l'immediata esclusione

del candidato dal concorso.

 

       

     

                               Art. 9.

   1.  La graduatoria di tutti i candidati che hanno partecipato alla

prova  di  preselezione  è  formata dal sistema automatizzato, sulla

base  della  elaborazione  del  programma informatico; la commissione

determina  coloro  che  sono  ammessi  alle  prove  scritte, ai sensi

dell'art. 5-ter  legge 16 febbraio 1913, n. 89, come modificata dalla

legge 26 luglio 1995, n. 328 e dal decreto legislativo 24 aprile 2006

° 166.

   2.  Detta graduatoria viene trasmessa al Ministero della giustizia

- Dipartimento per gli affari di giustizia - Direzione generale della

giustizia  civile  -  Ufficio  III, dal presidente della commissione,

unitamente   ai   verbali,  alla  relazione  finale  ed  ai  supporti

informatici  non  modificabili relativi a ciascuna sessione di cui si

compone  la  preselezione  -  ed  è resa pubblica mediante foglio da

affiggersi nei locali del Ministero.

   3.  Dell'avvenuta  affissione  sarà  data  comunicazione mediante

avviso  pubblicato nella Gazzetta Ufficiale - 4ª serie speciale - del

12  dicembre  2008. In tale Gazzetta si darà, inoltre, comunicazione

delle  modalità  di  convocazione dei concorrenti, del luogo e delle

date  di  svolgimento  delle  prove  scritte,  di  cui  ai successivi

artt. 11 e 12.

   4.  Nella  citata  Gazzetta  Ufficiale  si  darà comunicazione di

eventuali rinvii di quanto previsto al comma precedente.

   5.  Tale  pubblicazione,  con riferimento a quanto specificato nei

precedenti commi, ha valore di notifica a tutti gli effetti.

   6.  Qualora, successivamente alla pubblicazione del calendario per

lo  svolgimento  delle prove scritte, le medesime non si siano svolte

per  qualsiasi  motivo  nei  giorni indicati a norma del comma 3, del

luogo   e   delle   nuove  date  del  loro  svolgimento  verrà  data

comunicazione,  mediante pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale edita

il  secondo venerdì successivo alla data prevista per lo svolgimento

dell'ultima prova scritta.

   7. Tale pubblicazione ha valore di notifica a tutti gli effetti.

 

       

     

         

 

            Prove di concorso

         

 

       

                              Art. 10.

   1.  L'esame  scritto consta di tre distinte prove teorico-pratiche

riguardanti un atto di ultima volontà e due atti tra vivi di cui uno

di   diritto   commerciale.   In   ciascun  tema  sono  richiesti  la

compilazione  dell'atto  e lo svolgimento dei principi attinenti agli

istituti giuridici relativi all'atto stesso.

   2.  L'esame orale consta di tre distinte prove sui seguenti gruppi

di materie:

    a)  diritto  civile,  commerciale  e volontaria giurisdizione con

particolare  riguardo agli istituti giuridici in rapporto ai quali si

esplica l'ufficio di notaio;

    b)  disposizioni  sull'ordinamento  del notariato e degli archivi

notarili;

    c) disposizioni concernenti i tributi sugli affari.

 

       

     

                              Art. 11.

   1.   I   candidati  ammessi  alle  prove  scritte  sono  tenuti  a

presentarsi, per sostenere le prove medesime, nelle date, nel luogo e

con le modalità che verranno indicate, ai sensi dell'art. 9.

   2.  Al  momento  dell'identificazione personale, che può avvenire

anche  il giorno della prima prova scritta, ma precedentemente al suo

inizio,  i  candidati  ammessi  in  conseguenza del superamento della

prova di preselezione, possono esibire la tessera di identificazione,

ricevuta  ai sensi dell'art. 8, mentre i candidati ammessi di diritto

possono  esibire  uno dei documenti di identificazione, precisati nel

successivo art. 12.

   3.  La consegna dei testi di consultazione, di cui ai commi 5, 6 e

7,  per la preventiva verifica da parte della commissione, è ammessa

nei  giorni  che  precedono quello della prima prova scritta, secondo

quanto  previsto nella Gazzetta Ufficiale indicata nell'art. 9, ed è

subordinata  alla  preventiva identificazione del candidato, ai sensi

del comma precedente.

   4. Non sono, in ogni caso, accettati i testi presentati nei giorni

delle prove scritte.

   5.  A termini dell'art. 18, comma 2, del regio decreto 14 novembre

1926,  n.  1953,  è  consentita  la consultazione, in sede di esame,

soltanto dei testi dei codici, delle leggi e dei decreti. È altresì

ammessa la consultazione di dizionari della lingua italiana.

   6.  I predetti testi, sulla copertina esterna ed anche sulla prima

pagina interna dovranno contenere, in modo chiaro (a stampatello), il

cognome,  il  nome  e  la  data  di  nascita  del  candidato  cui  si

riferiscono.

   7.  In  sede di verifica sono esclusi tutti i testi non consentiti

dal regolamento sopra citato, in particolare quelli contenenti: note,

commenti,  annotazioni, anche a mano, raffronti o richiami diversi da

quelli   relativi   a   fonti   normative.  Sono  esclusi,  altresì,

manoscritti  o  dattiloscritti o fotocopie dei testi consentiti sopra

indicati  e le riproduzioni degli stessi, a stampa, diverse da quelle

di  comune consultazione. È consentita la consultazione di fotocopie

della Gazzetta Ufficiale recante testi normativi.

   8. Per i candidati affetti da patologie limitatrici dell'autonomia

che  ne  abbiano  fatto  richiesta nella domanda di partecipazione al

concorso,  ovvero  successivamente nel caso di patologie insorte dopo

la  presentazione o la spedizione della stessa, la commissione, oltre

che  autorizzare  l'assistenza  nella compilazione degli elaborati di

personale   dell'amministrazione,   può   aumentare   il   tempo   a

disposizione  per  lo svolgimento delle prove, in misura comunque non

superiore ai trenta minuti.

 

       

     

                              Art. 12.

   1.  I candidati, al fine di ritirare la tessera di identificazione

di  cui  agli  articoli  precedenti,  devono  presentare  la carta di

identità  ottenuta ai sensi della legge di pubblica sicurezza ovvero

un valido documento di identificazione, con fotografia, rilasciata da

un'autorità di Stato.

   2.  I predetti documenti di identificazione devono recare, in ogni

caso, l'effigie del candidato.

   3. Prima delle prove scritte e di quella orale, i candidati devono

dimostrare  la propria identità personale, presentando la tessera di

identificazione, in alternativa ai documenti di cui al comma 1.

 

       

     

                              Art. 13.

   1.  Sono  ammessi alle prove orali soltanto quei concorrenti per i

quali  la sottocommissione, ultimata la lettura dei tre elaborati, ne

ha  deliberato  a  maggioranza  l'idoneità. Il giudizio di idoneità

comporta  l'attribuzione  del  voto  minimo  di  trentacinque punti a

ciascuna delle tre prove scritte.

   2.  I risultati delle prove scritte saranno affissi nei locali del

Ministero  ai  sensi  dell'art.  23,  comma  3,  del regio decreto 14

novembre  1926,  n.1953 ed è da tale data che decorreranno i termini

di  cui  all'art.  21, comma 1, della legge 6 dicembre 1971, n. 1034,

come modificato dall'art. 1 della legge 21 luglio 2000, n. 205.

   3.  L'esame  orale  si  intende  superato  se il concorrente avrà

riportato almeno trentacinque punti in ciascun gruppo di materie.

   4.  Il  voto  complessivo  assegnato  ai  concorrenti  che avranno

conseguito  in ciascuna delle prove almeno trentacinque punti e siano

stati dichiarati idonei in uno o più precedenti concorsi, per esame,

è   aumentato   di   due   punti   per   ciascuna   delle  idoneità

precedentemente  conseguite.  Tale  aumento  viene applicato sul voto

complessivo  delle  prove  scritte o sul voto complessivo delle prove

orali oppure in parte sull'uno e in parte sull'altro.

   5.  Il  diritto  di  precedenza  stabilito  nell'art. 26 del regio

decreto  14  novembre  1926,  n. 1953, e successive modificazioni, è

attribuito ai concorrenti a favore dei quali è applicato il predetto

aumento  e  solo in confronto ai concorrenti cui sia stato attribuito

il medesimo aumento.

   6.   Sono   dichiarati   idonei   coloro  che  avranno  conseguito

nell'insieme  delle prove scritte ed orali, non meno di duecentodieci

punti su trecento.

         

 

            Procedimento di nomina
       

                              Art. 14.

   1.  In base al totale dei voti assegnati a ciascun candidato viene

formata  la  graduatoria  generale dei vincitori del concorso e degli

altri concorrenti dichiarati idonei.

   2.   A  parità  di  condizioni,  l'ordine  di  graduatoria  sarà

determinato  a  norma  dell'art.  5,  comma  quarto  del  decreto del

Presidente  della  Repubblica  9  maggio 1994, n. 487 e di ogni altra

disposizione modificatrice od integratrice.

   3.  Per  la formazione della graduatoria anzidetta si tiene conto,

infine,  dell'art.  11  della  legge  5 marzo 1963, n. 367, e di ogni

altra disposizione modificatrice od integratrice.

 

       

     

                              Art. 15.

   1.  I  concorrenti, dopo il superamento della prova orale, al fine

dell'accertamento  dei requisiti per la nomina, debbono far pervenire

al  Ministero  della  giustizia  -  Dipartimento  per  gli  affari di

giustizia  - Direzione generale della giustizia civile - Ufficio III,

a  pena di decadenza, entro il termine di giorni trenta, che decorre,

dal  giorno  successivo  alla  data  che  sarà  fissata e comunicata

dall'amministrazione, i seguenti documenti:

    a) l'estratto per riassunto o, in caso di pluralità di nomi, per

copia integrale, dell'atto di nascita: il predetto documento non può

essere  sostituito  con  il  certificato  di nascita o con l'estratto

semplice;

    b)  il  certificato di cittadinanza italiana o di cittadinanza di

uno Stato membro dell'Unione europea;

    c)  il  diploma originale di laurea in giurisprudenza o di laurea

specialistica   o   magistrale   in   giurisprudenza   o  del  titolo

riconosciuto equipollente ai sensi della legge 11 luglio 2002, n. 148

o  copia  notarile  di  esso,  ovvero,  nel  caso  in  cui il diploma

originale  non  sia  stato  ancora  rilasciato,  un certificato della

competente autorità accademica che, menzionando tale circostanza, lo

sostituisca;

    d)  il  certificato  di  compiuta pratica notarile e, nel caso di

pratica notarile ridotta, il relativo titolo giustificativo;

    e)  il  certificato  medico  rilasciato  dalla  unità  sanitaria

competente per territorio o da un medico militare attestante lo stato

fisico   del   candidato   e   quant'altro  possa  essere  utile  per

l'accertamento  da  parte  dell'amministrazione  della  esclusione di

difetti  che  importino  la  inidoneità all'esercizio delle funzioni

notarili.

   2.  I  concorrenti  che  appartengono al personale di ruolo di una

amministrazione  dello  Stato sono dispensati dalla presentazione dei

documenti  di  cui alle lettere b) ed e) del primo comma del presente

articolo  ma  debbono  produrre  copia  autentica  del  loro stato di

servizio  di  data non anteriore a quella fissata nella comunicazione

indicata nello stesso comma.

   3.  I  concorrenti  che siano risultati idonei in un concorso, per

esame, per la nomina a notaio sono dispensati dalla presentazione del

documento relativo al compimento della pratica notarile.

   4.  Il  documento  di  cui al primo comma, lettera e) del presente

articolo,  deve  essere  di  data  non  anteriore di tre mesi, mentre

quello  di cui al primo comma, lettera b) di data non anteriore a sei

mesi, a quella fissata nella comunicazione di cui al comma medesimo.

   5.   I   concorrenti,  all'esclusivo  fine  dell'accertamento  dei

requisiti  per  il decreto di nomina a notaio e relativa assegnazione

della  sede,  debbono,  altresì,  far  pervenire  al Ministero della

giustizia  - Direzione generale della giustizia civile - Ufficio III,

il  certificato  del  tirocinio  obbligatorio  introdotto dal decreto

legislativo  24  aprile 2006 n. 166. Tale certificato, registrato dal

consiglio  notarile competente, dovrà pervenire all'indirizzo di cui

sopra    entro   centocinquanta giorni   dalla   data   dell'avvenuto

superamento delle prove orali.

 

        

     

                              Art. 16.

   1.  I concorrenti che abbiano superato la prova orale, debbono far

pervenire,  inoltre,  al Ministero della giustizia - Dipartimento per

gli affari di giustizia - Direzione generale della giustizia civile -

Ufficio III, a pena di decadenza, entro il termine previsto dal primo

comma  del precedente articolo, i documenti prescritti per dimostrare

gli  eventuali titoli agli effetti della formazione della graduatoria

generale dei vincitori di concorso e degli altri concorrenti idonei.

   2.  I predetti titoli debbono essere comprovati mediante autonoma,

specifica  e  valida documentazione o attestazione e, in particolare:

la  qualifica  di  mutilato  o  di  invalido di guerra o per fatto di

guerra  o  di  mutilato  ed  invalido civile per fatto di guerra deve

risultare  dal decreto di concessione della relativa pensione, ovvero

dal  modello  69,  rilasciato  dal  Ministero  del tesoro - Direzione

generale   delle   pensioni   di   guerra,  oppure  della  competente

associazione nazionale.

   3.  La  qualifica  di  mutilato  ed  invalido  per  servizio  deve

risultare  dal  decreto  di concessione della pensione che indichi la

categoria  e  la  voce della invalidità da cui è colpito, ovvero il

mod.  69-ter, rilasciato secondo i casi dall'amministrazione centrale

al servizio della quale l'aspirante ha contratto l'invalidità.

   4.  La  qualifica di mutilato ed invalido civile deve risultare da

certificazione  del competente ufficio provinciale del lavoro e della

massima  occupazione,  attestante il numero di iscrizione nel ruolo e

la  categoria  professionale,  ai  sensi  dell'art.  6  della legge 5

ottobre 1962, n. 1539.

   5.  La qualifica di mutilato ed invalido per lavoro deve risultare

da  certificazione  dell'Associazione  nazionale mutilati ed invalidi

del lavoro.

   6.  La  qualifica  di  orfano  di caduto di guerra o caduto per la

lotta  di  liberazione  o  di  caduto civile per fatto di guerra deve

risultare  da  certificato  rilasciato  dalla competente Associazione

nazionale.

   7.  La  qualifica  di orfano di caduto per servizio deve risultare

dal  mod.  69-ter , rilasciato a nome del padre, dall'amministrazione

da cui dipendeva il genitore deceduto per causa di servizio.

   8.  La  qualifica di orfano di caduto sul lavoro deve risultare da

certificazione  della sezione provinciale dell'Associazione nazionale

invalidi e mutilati del lavoro.

   9. La qualifica di figlio di mutilato o invalido di guerra o della

lotta  di  liberazione  o di figlio di mutilato o invalido civile per

fatto  di  guerra  deve  risultare  dal  mod. 69 da rilasciarsi dalla

Direzione  generale  delle  pensioni  di  guerra a nome del padre del

candidato.

   10.  La  qualifica  di  figli  di  mutilati  e  degli invalidi per

servizio deve risultare a nome del padre da certificazione rilasciata

dall'amministrazione  da  cui dipende il genitore mutilato o invalido

per servizio.

   11.  La  qualifica  di  profugo  deve  essere  dimostrata mediante

attestazione rilasciata dal prefetto secondo le norme del decreto del

Presidente  della  Repubblica  in  data  4 luglio 1956, n. 1117. Sono

anche  validi  i  certificati a suo tempo rilasciati dalla Presidenza

del  Consiglio  dei  Ministri  Ufficio stralcio dell'Africa italiana,

secondo  le norme del decreto legislativo 26 febbraio 1948, n. 104; i

profughi  invece che si trovano nelle condizioni previste dalla legge

25   ottobre   1960,  n.  1306,  dovranno  presentare  un  attestato,

rilasciato  dal  Ministero  degli  affari  esteri comprovante la loro

condizione.

   12.  Le  madri,  le  vedove  non  rimaritate o le sorelle vedove o

nubili  di caduto di guerra, di caduto per fatto di guerra, di caduto

per  servizio,  debbono esibire un certificato rilasciato dal sindaco

del comune di residenza, attestante la loro qualifica.

   13.  Le  madri  o  le  vedove non rimaritate o le sorelle vedove o

nubili  di  caduto sul lavoro devono esibire una certificazione della

sezione  provinciale dell'Associazione nazionale mutilati ed invalidi

del lavoro.

   14.   Lo  stato  di  coniugato  deve  essere  dimostrato  mediante

l'estratto  per  riassunto  dell'atto di matrimonio e l'esistenza dei

figli con lo stato di famiglia.

   15.  Il lodevole servizio prestato nelle pubbliche amministrazioni

deve    essere    comprovato    mediante    specifica    attestazione

dell'amministrazione  da cui il candidato dipende; non è sufficiente

la certificazione relativa alle qualifiche annuali.

   16.  Tutti  i  documenti  richiesti  dal presente e dal precedente

articolo  debbono  essere  assoggettati  alla imposta di bollo, fatta

eccezione  per  i  documenti  di  cui al primo comma, lettere a) e b)

dell'art.  15  e di cui al comma 14 del presente articolo, esenti, ai

sensi dell'art. 7 della legge 29 dicembre 1990, n. 405.

   17.  L'amministrazione  provvede di ufficio all'accertamento della

buona   condotta,  dell'assenza  di  precedenti  penali,  di  carichi

pendenti,  di  declaratorie  di  fallimento,  di  interdizione  e  di

inabilitazione.

 

       

     

                              Art. 17.

   1. Il direttore generale della giustizia civile - Dipartimento per

gli affari di giustizia, riconosciuta la regolarità delle operazioni

del concorso, approva, con decreto, la graduatoria.

   2. Il direttore generale della giustizia civile - Dipartimento per

gli  affari di giustizia, con lo stesso decreto, ha facoltà, sentito

il  consiglio  nazionale del notariato, di aumentare fino alla misura

del dodici per cento il numero dei posti messi a concorso, nei limiti

dei  posti disponibili in seguito a concorsi per trasferimenti andati

deserti, esistenti al momento della formazione della graduatoria.

   3.  La  graduatoria  viene pubblicata nel Bollettino ufficiale del

Ministero della giustizia, insieme all'elenco delle sedi da assegnare

ai vincitori del concorso.

 

       

     

                              Art. 18.

   1.   Entro   quindici  giorni  dalla  data  di  pubblicazione  del

Bollettino  ufficiale  del Ministero, nel quale saranno pubblicati la

graduatoria e l'elenco di cui al precedente articolo, i vincitori del

concorso  potranno  far  pervenire  al  Ministero  della  giustizia -

Dipartimento  per  gli affari di giustizia - Direzione generale della

giustizia civile - Ufficio III, una dichiarazione, in carta da bollo,

contenente  l'indicazione  delle  sedi  alle quali aspirano ad essere

destinati, in ordine di preferenza.

   2.  Per  ottenere  l'assegnazione  di  una sede nella provincia di

Bolzano  è  richiesta  (art.  31  del  decreto  del Presidente della

Repubblica  15  luglio  1988,  n.  574)  la  conoscenza  della lingua

italiana  e  di quella tedesca, accertata ai sensi delle disposizioni

di  cui  al  titolo  I del decreto del Presidente della Repubblica 26

luglio 1976, n. 752 e successive modifiche.

   3.  I  posti  notarili  della provincia di Bolzano, pertanto, sono

assegnati   ai   vincitori   del   concorso  che  siano  in  possesso

dell'attestato  di conoscenza della lingua italiana e quella tedesca,

previsto  dall'art.  4 del decreto del Presidente della Repubblica 26

luglio   1976,  n.  752,  modificato  dall'art.  4  del  decreto  del

Presidente della Repubblica 19 novembre 1987, n. 521.

   4.  Per  ottenere  l'assegnazione  di una sede nella regione Valle

d'Aosta è richiesta la piena conoscenza anche della lingua francese,

da  accertare  con  le  modalità di cui agli artt. 1 e 2 del decreto

legislativo 22 maggio 2001, n. 263;

   5.  I  vincitori  del concorso che aspirano ad uno dei posti della

provincia  di Bolzano, devono allegare, alla dichiarazione contenente

l'indicazione   delle  sedi  prescelte,  in  originale  od  in  copia

autenticata,  ed  in  carta da bollo, l'attestato di conoscenza delle

due lingue summenzionate.

   6.  I  vincitori  del concorso che aspirano ad uno dei posti della

regione Valle d'Aosta, devono allegare, alla dichiarazione contenente

l'indicazione   delle   sedi  prescelte,  in  originale  o  in  copia

autenticata,  l'esito  delle  prove  di accertamento della conoscenza

della lingua francese.

   7. Oltre alla indicazione del posto o dei posti della provincia di

Bolzano  o  della  regione  Valle  d'Aosta  i  vincitori del concorso

possono,  ove  occorra,  completare la predetta dichiarazione, con la

indicazione  di  altri posti notarili disponibili, sino a concorrenza

del numero corrispondente a quello relativo alla propria posizione di

graduatoria.

   8.  Qualora manchino le dichiarazioni, di cui ai precedenti commi,

il  direttore  generale della giustizia civile - Dipartimento per gli

affari  di  giustizia,  provvederà  d'ufficio all'assegnazione della

sede.  Parimenti  di ufficio provvederà all'assegnazione della sede,

qualora  le  sedi prescelte non possano essere assegnate in base alla

posizione di graduatoria o per ragioni di servizio.

Roma, 10 aprile 2008

                                             p. Il direttore generale

                                             Il capo del dipartimento

                                                      Augusta Iannini